NewsGraffione, la dolce prelibatezza di Tosca Cremona che lascia il segno

Aprile 30, 20210
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Si chiama Graffione per la sua particolare lavorazione artigianale, eppure questo squisito cioccolatino gourmet, dalla storia antica e internazionale, non è né pungente né mordace: una volta varcata la soglia delle labbra, si scoglie in bocca, come nel cuore, con una morbidezza decisa e vellutata.

Un’emozione dopo l’altra che, prima di essere assaporata, merita sicuramente di essere raccontata. Con dolcezza.

La metafisica del Graffione, il gioiello di Tosca Cremona

 Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino”.

Queste le parole con le quali Fernando Pessoa, poeta e scrittore portoghese dei primi del Novecento, ritraeva in un’iperbole di significati tutta la bellezza di sua maestà il cioccolatino, prodotto dolciario, sin da sempre, sinonimo di desiderio, cura, gioia, tenerezza e passione.
Prendi la fragranza di un involucro ruvido di cioccolato fondente e la poesia di un cuore pulsante di ciliegia, affogato nel liquore, ed ecco che scoprirai, per dirla alla Pessoa, tutta la metafisica del Graffione.

Graffione cremonese, da Tosca un’antica ricetta asburgica

Da dove nasce questo cioccolatino che, al suo interno, custodisce tutto il sapore di una ciliegia con un diametro di 20 mm, denocciolata sotto spirito allo cherry e maraschino?
Tosca si fa custode di un’antica ricetta che affonda le sue origini nella Vienna del ‘700.
A quel tempo, la capitale dell’Impero Asburgico era già una mecca del cioccolato, capace di richiamare, con i suoi eclettici pasticceri, i palati golosi di tutta Europa.

Nella città di Cremona, vissuta sotto la dominazione austriaca fino all’Unità d’Italia (salvo la breve parentesi francese durata 18 anni), questa prelibatezza dolciaria si è tramandata in tutta la sua originalità, declinandosi soltanto in un nuovo nome più, potremmo dire, geo-localizzato: “Sgrafignòon”, ossia ciliegione duracino in dialetto cremonese.
Ancora oggi, a distanza di oltre 3 secoli dai laboratori dolciari viennesi in cui è nato, Tosca Cremona produce il vero Graffione di asburgica memoria.

E lo fa lavorandolo rigorosamente a mano, proprio come allora.

Non chiamatelo Boero né Mon Chéri, il Graffione non rivisita nessuno

Afrodisiaco, come il cioccolato che l’avvolge e ricco di vitamina A e C, grazie alla ciliegia che ne custodisce il sapore, il Graffione di Tosca Cremona non rivisita nessuno.
Non chiamatelo Boero né Mon Chéri, questo cioccolatino d’altri tempi, composto da una ciliegia sotto spirito, annegata in una crema di liquore, non imita nessuno.
Anzi, si propone, con fedeltà e cura, di portare avanti una tradizione gastronomica che affonda le sue radici nel lontano 1715.

Il Graffione di Tosca Cremona, un gusto ricercato, etico e sostenibile

Da sempre rinomata per la qualità delle sue materie prime, lavorate sapientemente a mano, Tosca Cremona si fa promotrice di un uso ‘etico e sostenibile’ del cacao, utilizzando solo piantagioni che vietano il lavoro minorile e garantiscono il massimo rispetto dei lavoratori.
Anche la frutta secca, di cui si serve l’azienda di Silvia Ferraroni e Roberto Bartoli, ospitata all’interno dell’antico teatro di San Vito, nella frazione di Casalbuttano ed Uniti alle porte di Cremona, nasce da un’attenta selezione dei migliori produttori italiani, tutti impegnati in un minuzioso disciplinare sia per la coltivazione che la raccolta dei loro frutti.

Regalare o regalarsi una scatola di Graffione di Tosca Cremona significa scartare e assaporare un gusto genuino e ricercato.

Un sapore dolce amaro, dove la delicatezza della turgida ciliegia si fonde con l’amaro del cioccolato fondente.

Come avviene la lavorazione?

Dopo aver lasciato macerare le ciliegie nell’alcool per diversi mesi, si procede con il ricoprirle di zucchero e glucosio.
E ora ecco la magia, le ciliegie iniziano la loro danza in quel ‘bagno di cacao’ che le trasformerà nel Graffione: vengono imbevute nel cioccolato più volte e successivamente lavorate a mano, fino a raggiungere quella loro estetica di perfezione ‘graffiata’.

Attenzione al Graffione di Tosca Cremona, consigli e controindicazioni

Una volta acquistata una confezione del prodotto di punta di Tosca Cremona, si consiglia di conservarlo in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore.
Attenzione a non mangiare più di una pralina alla volta, però, senza autoimporsi un limite giornaliero: il Graffione è un concentrato di serotonina naturale e può creare dipendenza.

Parola di tanti clienti soddisfatti.

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